Stai serenamente camminando in un prato, con il venticello che rinfresca l’aria. Tutto va bene fino a quando… TAC! L’hai pestata, una bella cacca di cane lungo il tuo tragitto. Quante volte ti è successo? A me tante, forse perché da quando ho Lady frequento maggiormente gli spazi aperti e in natura. A parte lo schifo personale (scusate il linguaggio, ma questa cosa mi disturba moltissimo), non raccogliere le deiezioni degli amici a 4 zampe è un problema molto serio, che causa enormi danni alla salute di animali e persone, alla fauna selvaggia, e all’ambiente. Munirsi di sacchetti per raccogliere le deiezioni durante le uscite con il cane non è un optional: questo infatti è il quarto e ultimo accessorio obbligatorio da portare in passeggiata.

Quali altri accessori bisogna portare con sé durante le uscite con il cane?

Prima di portare il tuo fedele amico peloso a spasso, dovrai procurarti necessariamente anche un guinzaglio, un collare o una pettorina, una museruola. Cliccando su una di queste parole, potrai leggere le guide dedicate alla scelta degli accessori più adatti, a seconda del cane che hai.

“Quanto sei esagerata! Un po’ di cacca non può provocare tutto questo caos: è biodegradabile e fa concime!”.

Se anche tu pensi questo, alla fine di questo articolo, davanti all’evidenza dei fatti, sarai costretto a ricrederti.

I 4 motivi per cui è necessario raccogliere la cacca del tuo cane durante le passeggiate

Devi ricordarti di mettere nella tua tasca/borsa/marsupio qualche sacchetto per raccogliere le feci del cane essenzialmente per quattro motivi principali:

La cacca trasmette malattie!

Ebbene sì, la cacca del tuo cane è tutto fuorché santa. Due studi (van der Wel, B. 1995. Inquinamento canino. The Magazine of the Hydrological Society of South Australia 2(1):1 e Pitt, R. 1998. Epidemiologia e gestione delle acque meteoriche. In Gestione della qualità delle acque meteoriche), rispettivamente del 1995 e del 1998, hanno dimostrato che le feci canine possono contenere:

  • fino a 23 milioni di batteri, tra cui i conosciutissimi e temutissimi escherichia coli e salmonella;
  • numerosi parassiti come la giardia o i nematodi.

Questi batteri e parassiti possono sopravvivere anche a lungo, andando a infettare gli altri animali (cani ma anche fauna selvatica, come vedremo qualche paragrafo più giù) e non solo, perché molti possono essere trasmessi anche all’essere umano (la cosiddetta zoononosi). Ovviamente i soggetti più a rischio sono i bambini, che con più frequenza giocano sui prati, prestando meno attenzione all’igiene delle mani.

Raccogliere la cacca del cane, quindi, serve per spezzare la catena del contagio, evitando che si propaghi e che arrivi a colpire anche il tuo cane, te o un membro della tua famiglia! Quindi conviene a tutti fare la propria parte, no?!

La cacca del cane ti parla

Osservare il colore, la consistenza e sentire l’odore delle feci del tuo amico può aiutarti a capire molto sul suo stato di salute.

Come sono le feci di un cane sano?

Le feci di un cane sano dovrebbero essere marroni, né molli né troppo dure e facili da prendere. Il numero di defecazioni dipende da quanto mangia l’animale, ma vanno normalmente da un minimo di una a un massimo di tre. L’odore non dovrebbe essere troppo pungente e persistente. Qualsiasi alterazione (feci liquide o non formate, aumento del numero di defecazioni giornaliere, odore rancido, presenza di muco o sangue) può essere il segnale di un problema di salute.

Se non raccogli le feci del tuo cane costantemente, come fai a monitorare il suo stato di salute? Rischi di perderti delle importanti informazioni, che possono aiutarti a prevenire problematiche ben più gravi.

Le cacche sono naturali ma non tutte sono concime!

Eccomi qui a sfatare uno dei falsi miti più comuni sulle feci dei cani. Gli habitué del parco che non portano con sé i sacchetti per le deiezioni sono soliti giustificare le loro mancate azioni, dicendo che la cacca sia “biodegradabile” (quindi non un reale rifiuto al pari della plastica) e che addirittura “concimi la terra“. Ma è del tutto vero?

Riguardo la prima “scusa”, è vero che le feci del cane si biodegradano, mischiandosi con il terreno, ma solo dopo essere state pestate da molti umani e annusate da altrettanti animali. La composizione della cacca (i 23 milioni di batteri ed eventuali parassiti citati poco sopra) la rendono a tutti gli effetti un rifiuto temibile, almeno tanto quanto gli altri.

Non è un pericolo solo per l’uomo, ma anche per gli altri animali, come quelli da pascolo. Uno studio del 2003, per esempio, ha dimostrato la correlazione tra il Neospora caninum (parassita coccidio) e l’aborto spontaneo nei bovini. In generale gli animali selvatici che vivono nelle aree dove circolano liberamente i cani sono più fragili, perché questa presenza, ricca di extra-nutrienti, altera i loro equilibri. I carnivori selvatici sono soliti infatti non frequentare le zone marcate da altri soggetti (poco importa a loro se questo sia un “ospite” di passaggio): anche la diminuzione del loro areale può avere delle conseguenze sull’approvvigionamento del cibo e la divisione dei territori con altri predatori.

Gli unici che sembrano “gradire” le feci canine sono i topi e i ratti, animali che come è noto sono portatori di malattie trasmissibili ai cani e all’uomo, come la leptospirosi. E allora noi umani passiamo il nostro tempo a disseminare trappole ed esche velenose per uccidere questi poveri animali innocenti in modo atroce, quando sarebbe molto più facile non darli un motivo per avvicinarsi alle nostre abitazioni, non lasciando sporcizia in giro di ogni tipo.

Inoltre le feci non concimano proprio nulla, anzi contaminano il terreno e l’acqua circostanti: la cacca degli amici canini è ricca di fosforo e azoto, sostanze che in piccole dosi sono ottimi fertilizzanti, ma in quantità eccessive (come nel caso dei cani) possono inquinare fino a danneggiare interi ecosistemi. In ambiente acquatico, ad esempio, è molto comune il fenomeno dell’eutrofizzazione, cioè la proliferazione di alghe che impedisce la normale ossigenazione della flora e fauna locale. In America, ad esempio sono state chiuse delle spiagge a causa delle feci canine.

Ma come ci arrivano le feci in acqua?

Forse te lo stai domandando: “Ma se il mio cane ha defecato sul sentiero nel bosco, come fa a inquinare l’acqua?“. Eppure non si tratta di terrorismo psicologico: effettivamente le feci viaggiano tramite il vento e la pioggia, andando a inquinare ovunque. È molto improbabile che restino esattamente là dove sono state depositate. Quindi sappi che se il tuo cane fa la cacca al parco, nel bosco, sulla spiaggia e tu la lasci lì, sei la possibile causa del danneggiamento di interi ecosistemi. Sei sicuro di volerti prendere questa responsabilità così grande e infausta?

Raccogliere la cacca è obbligatorio per legge!

Essi, perché là dove il buon senso non basta, interviene lo Stato. Ho già parlato nei miei articoli più volte dell’Ordinanza Martini, che regola la gestione dei cani nei luoghi pubblici. Al comma 4 dell’articolo 1, dice questo:

“È fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse”.

Quindi non è una libera scelta: se non lo fai rischi una multa anche molto salata. Di fatto infatti la mancata raccolta delle feci è un illecito amministrativo disciplinato dai regolamenti comunali, ma in casi specifici si può configurare anche:

  • il reato di imbrattamento (Art. 639 del Codice Penale). Lasciare le feci su beni mobili o immobili altrui (come muri, marciapiedi o facciate) può integrare questo reato se viene dimostrata la volontà o l’indifferenza del proprietario (dolo generico). Le multe variano da 103 euro fino a oltre 10.000 euro per beni di particolare valore, con rischio di reclusione in caso di recidiva o su beni storici/artistici.
  • il reato di getto pericoloso di cose (Art. 674 del Codice Penale) che può essere contestato se l’omissione provoca molestie o condizioni insalubri continuative (per esempio in cortili condominiali o spazi ristretti).

Al di là degli obblighi di legge, raccogliere le feci del cane e avere maggiore cura del luogo dove si vive potrebbe anche facilitare i rapporti conviventi con chi non ha cani, aiutando costoro a vedere questi esseri non come sporchi e portatori di malattie e disagi, ma per quello che sono realmente: creature intelligenti e sensibili, da cui spesso abbiamo solo tanto da imparare.

Ma come si raccolgono le feci del cane?

Se sei arrivato a questo punto dell’articolo, vuol dire che qualcosa ha fatto breccia nel tuo cuore (forse il senso di colpa?). Per te che non sei solito raccogliere le feci del tuo cane, ho pensato di inserire anche un breve manuale su come si raccolgono le feci.

Cosa occorre?

L’unica cosa che ti servirà per portare a termine questo infausto ma necessario compito saranno i sacchetti igienici per cani. In commercio se ne trovano di tutti i tipi. Io preferisco quelli biodegradabili per limitare i danni all’ambiente. Ormai hanno prezzi assolutamente abbordabili e sono fatti di materiali resistenti, che ne impediscono la rottura.

Per i più schizzinosi, consiglio anche di procurarsi dei guanti, una paletta o pinza. così da evitare qualsiasi contatto anche accidentale con gli escrementi. Ma usando bene i sacchetti tutte queste precauzioni non saranno necessarie.

Per evitare di scordare il materiale a casa, il mio consiglio è quello di inserire i sacchetti all’interno di un porta-sacchetti da legare al guinzaglio. Dovrai solo ricordarti periodicamente di “ricaricare” il dispenser per non restare a secco proprio nel momento del bisogno.

Vuoi anche tu il sacchetto di Baubaustories? Scrivici su Whatsapp al numero presente sul sito, alla pagina Contatti.

Siamo pronti per iniziare con il tutorial vero e proprio.

Quando vedi il tuo cane accovacciarsi, inarcando la schiena, preparati già a tirare fuori il sacchetto. Se è al guinzaglio, vedrai esattamente dove sta facendo la cacca. Se invece il tuo cane è sciolto, hai tutto il tempo di avvicinarti a lui e controllare cosa e dove sta producendo (zero scuse, io lo faccio tutti i giorni, quindi è possibile. Basta fare una passeggiata degna di questo nome con il tuo amico a 4 zampe. Se non sai come rendere questo momento speciale, leggi l’articolo: “Passeggiata con il cane: ecco come renderla super!“).

Quando il tuo cane avrà finito, chinati verso la cacca e raccoglila usando il sacchetto come se fosse un guanto, così che le feci non tocchino le tue mani. Una volta sollevate, usa l’altra mano per “rigirare” il sacchetto così che le feci restino all’interno. Poi chiudi il pacchetto con un bel nodo e vai a buttarlo nel bidone apposito o in quello dell’indifferenziato.

SOS sacchetti che non si aprono!

Una delle cose più rognose in assoluto nel compiere questa operazione è aprire i sacchetti. Soprattutto quelli biodegradabili spesso sembrano come incollati. Mi è capitato tantissime volte di essere vittima del “sacchetto dispettoso” e la povera Lady ha dovuto assistere a diverse mie arrabbiature. Poi un giorno la mia mamma (che ringrazio) mi ha svelato un trucco che mi ha cambiato la vita! Quando il sacchetto non si apre, bisogna inumidirsi le dita e poi sfregare sulle estremità. Come per magia, il sacchetto si aprirà senza impazzire.

Ma come lo inumidisco?“. Se sei a casa puoi usare l’acqua del rubinetto e aprire qualche sacchetto prima di uscire. Se invece sei già fuori, puoi usare l’acqua di una fontana se non hai con te una bottiglietta, delle salviette umidificate, ma anche la saliva se serve. Un educatore una volta mi ha fatto vedere che lui tocca il naso umido del suo cane (geniale no?!). Amari estremi, estremi rimedi, ma in ogni caso zero scuse!

Già finito! Era così difficile?! Adesso sai come raccogliere la cacca del tuo amico peloso e soprattutto sai perché è necessario. L’ultimo step sarà: diffondere il verbo, facendo capire agli altri che anche questo è un gesto d’amore vero.

Informazioni sull'autore

Ciao, mi chiamo Marina, sono una giornalista con la passione per i cani. Da poco tempo ho deciso di cambiare vita e lavoro. Sto studiando per diventare educatrice cinofila e insegnare alle persone come comunicare in modo corretto con il proprio amico a quattro zampe.

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