Sei al parco con il tuo cane. State camminando. A un certo punto il tuo amico a quattro zampe incontra sulla sua strada un cespuglio. Inizia ad annusarlo. Dopo due minuti siete ancora lì, tu vorresti proseguire la passeggiata, lo richiami, ma lui sembra non sentirti. Ti chiedi se è sordo o se fa finta di esserlo. Ti rivedi in questa scena? Anche io. Sappi che il tuo cane non ha perso l’udito e non è maleducato. Nella maggior parte dei casi è solo assorto nella “lettura del mondo“.

L’odorato è il superpotere del cane

Noi umani conosciamo la realtà principalmente attraverso la vista, mentre i cani lo fanno in primis attraverso il naso, detto anche tartufo.

Già osservandolo, ci rendiamo conto che il naso del cane è solitamente più grande del nostro e dalla struttura molto più complessa. La mucosa olfattiva nei cani occupa dai 18 ai 150 centimetri quadri, contro i tre o quattro degli esseri umani. Al suo interno ci sono in media 200/300 milioni di recettori, mentre nell’uomo ce ne sono massimo 10 milioni nei nasi più sopraffini: questo rende l’olfatto del cane enormemente più sviluppato rispetto a quello umano.

Oltretutto il cane riesce a sentire le “emozioni”, grazie all’organo vomeronasale. Fa parte di un sistema olfattivo complementare ma distinto rispetto al tartufo: si trova infatti tra il palato duro e la cavità nasale, dietro gli incisivi superiori, ed è specializzato nella rilevazione dei feromoni e altre sostanze chimiche. Per attivarlo il cane deve arricciare il labbro (il cosiddetto fenomeno di Flehmen).

Cosa sono i feromoni?

I feromoni sono delle sostanze chimiche che fungono da “messaggeri” di emozioni e stati fisiologici: in base alla tipologia, possono indurre una determinata attività comportamentale nei membri della stessa specie. Nel cane, per esempio, esistono feromoni d’identificazione che danno informazioni sugli altri animali, quelli di adozione e appagamento come quelli prodotti dalla mamma cane, dopo il parto, per calmare i cuccioli e renderli più sicuri, quelli sessuali per indicare la disponibilità all’accoppiamento, quelli della paura che segnalano le situazioni di pericolo, quelli territoriali prodotti dai cani per “marcare” un luogo o un oggetto.

Attraverso il suo naso, sia principale sia accessorio, quindi il tuo amico a quattro zampe riesce a darsi delle risposte sul mondo che lo circonda che tu, umano, non potresti mai neanche immaginare, come ad esempio:

  • “chi è quella persona con cui sta parlando il mio umano? Ѐ un uomo, una donna, un bambino o bambina? Sta bene? Si sente felice o triste?”;
  • “chi è il cane che ha appena fatto pipì su questo cespuglio? Vuole qualcosa da me?”;
  • “cosa è successo in questo stesso punto tre ore fa?”.

L’olfatto del cane è talmente sofisticato infatti che riesce a cogliere lo stato di salute e le emozioni delle persone e degli altri animali, ma anche dettagli che non fanno parte del qui e ora, ma di un passato neanche troppo prossimo.

Cosa succede nella mente del cane mentre annusa?

Chiaramente tutte le informazioni che vengono captate con il naso e l’organo vomeronasale vengono poi rielaborate dal cervello del cane.

Durante l’azione dell’annusare si attivano sempre ben tre aree:

  • il bulbo olfattivo, che si trova nella parte inferiore del lobo frontale, quindi per primo capta le informazioni trasportate dai nervi olfattivi e compie un’elaborazione preliminare delle stesse;
  • l’amigdala, collocata nella parte inferiore del lobo temporale mediale, è coinvolta nella risposta a stimoli emotivi collegati agli odori, come quello della paura;
  • l’ippocampo si trova nella parte mediale (interna) del lobo temporale di entrambi gli emisferi cerebrali, vicino all’amigdala quindi, ed è cruciale per la formazione della memoria, influenzando il modo in cui i cani ricordano esperienze passate. Un particolare odore, quindi, esattamente come accade per gli umani, potrebbe riportare alla mente del cane dei ricordi piacevoli o sgradevoli.

Il cervello del cane, quindi, è così occupato a leggere tutte queste informazioni che “trascura” in quel mentre l’aspetto uditivo. Quando il cane è intento ad annusare quindi non ti ascolta quasi per necessità e non perché non vuole sentire cosa hai da dirgli (almeno nella maggior parte dei casi).

Una curiosità in più sul naso e il cervello

Molti forse già sanno che il cervello sia umano, sia canino è diviso in due emisferi: il sinistro gestisce il linguaggio, la logica, l’analisi dettagliata e controlla la parte destra del corpo; mentre il destro si occupa di tutto ciò che è creatività, intuizione, emozioni, attenzione spaziale e ovviamente del controllo della parte sinistra.
Questo significa che il cane può scegliere con quale narice annusare a seconda dell’odore con cui entra in contatto. Di fronte a un odore sconosciuto, ad esempio, il cane userebbe in primis la narice destra, e solo in un secondo momento la sinistra, quando ha già razionalizzato e riconosciuto quel “profumo”. Di fronte a un odore forte, come quello del pericolo, invece, sembra che usino la narice sinistra, più immediatamente collegata alle reazioni istintive.

Il cane non ci ascolta quando parliamo: soluzioni!

Come avrai probabilmente capito, il non ascoltare in questo particolare momento è una reazione naturale che dipende dal funzionamento corretto del sistema cognitivo del tuo amico a quattro zampe. Il tuo cane non può farne a meno. Cosa puoi fare quindi?

Sicuramente è inutile insistere, chiamando mille volte il cane. Piuttosto, lascialo finire di leggere “l’articolo di giornale” di suo interesse. Se avete un buon rapporto, appena avrà finito, sarà lui stesso a riconnettersi con il mondo e quindi anche con te. In quel momento puoi richiamare la sua attenzione, questa volta ottenendo probabilmente in cambio il suo sguardo!

Se invece il cane non fa altro che annusare e non ci degna mai delle sue attenzioni? Forse dovresti chiederti se è impegnato nell’attività di annusare tutti i giorni e con costanza. Un cane che non ha alcun interesse per il suo umano potrebbe star comunicando un bisogno, come quello di uscire di più o di fare passeggiate e attività più appaganti insieme. Un cane che viene sempre trascinato da una parte all’altra e viene portato al parco una volta al mese per fare una passeggiata rilassante sarà talmente eccitato dalla situazione da non essere abbastanza lucido per considerare altri stimoli.

E tu fai sempre il massimo per soddisfare i bisogni primari del tuo cane, tra cui quello di annusare cose in giro? Pensaci! La soluzione che cerchi potrebbe essere proprio nella risposta a questa semplice domanda. Un cane che ascolta è sempre un cane a sua volta ascoltato.

Informazioni sull'autore

Ciao, mi chiamo Marina, sono una giornalista con la passione per i cani. Da poco tempo ho deciso di cambiare vita e lavoro. Sto studiando per diventare educatrice cinofila e insegnare alle persone come comunicare in modo corretto con il proprio amico a quattro zampe.

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